LA STERILIZZAZIONE DEL GATTO

Il gatto, per come lo conosciamo ai giorni nostri, è oramai a tutti gli effetti un animale domestico (dal latino “domus” che significa casa), ovvero una creatura che si relaziona con noi e con il nostro universo emotivo, con le nostre abitudini, i nostri stili di vita e con tutto il mondo in cui viviamo e che ci circonda.

I centri abitati hanno progressivamente sostituito l’ecosistema naturale in cui i gatti vivevano, con la conseguenza che non esistono più le condizioni favorevoli per permettere ad un gatto di sopravvivere autonomamente, sia in termini di alimentazione (prede), che di regolazione della riproduzione (predatori).

Attualmente, nelle nostre città, il numero di gatti è maggiore rispetto alle famiglie che decidono di accoglierli. E’ quindi auspicabile riflettere ponderatamente prima di far fare cuccioli alla nostra gatta o di lasciar il nostro gatto “intero” libero di gironzolare e di accoppiarsi. Prendere in considerazione tutte le possibili conseguenze di tali decisioni è, innanzitutto, un atto di piena assunzione di responsabilità e di amore incondizionato, che ci permette di agire in modo coerente, affinché non si rischi di favorire, direttamente o indirettamente, volontariamente o involontariamente, l’abbandono e il randagismo dei nostri a-mici.

Tutti gli ospiti de “Il Rifugio del Micio” di Vigevano sono sterilizzati o castrati e quando diamo in adozione dei cuccioli facciamo firmare agli adottanti un foglio in cui vi è l’obbligo di sterilizzazione.

I motivi per cui “Il Rifugio del Micio” è favorevole alla sterilizzazione delle gatte e alla castrazione dei gatti sono sostanzialmente i seguenti:

1. La sterilizzazione/castrazione è, di fatto, attualmente, l’intervento più sicuro, e con conseguenze pressoché nulle per la salute dell’animale a cui viene praticata, per arginare il fenomeno dell’abbandono e del randagismo. Di solito la si consiglia dopo il primo calore, testimonianza della raggiunta maturità sessuale dell’animale. La sterilizzazione/castrazione comporta un cambiamento nell’atteggiamento sessuale della gatta o del gatto (che non cercherà più di accoppiarsi), ma non modifica il suo carattere, la sua indole, le sue emozioni e la sua serenità.

2. La sterilizzazione/castrazione diminuisce la probabilità di una futura insorgenza di alcune patologie legate al non utilizzo degli apparati riproduttivi, quali tumori al tratto mammario, malattie a carico delle ovaie e dell’utero, patologie prostatiche e testicolari.

3. Le femmine, durante il calore, spinte dall’istinto dell’accoppiamento, perdono l’appetito, con conseguente abbassamento delle difese immunitarie. Tendono, inoltre, ad allontanarsi da casa, incuranti dei pericoli a cui vanno incontro (ad esempio: incidenti stradali, cadute e aggressioni da parte di altri animali). Spesso emettono miagolii forti ed insistenti, che possono essere causa di notti insonni dei rispettivi compagni umani, nonché motivo di proteste da parte dei vicini. E tutto questo succede più volte nell’arco dell’anno, in quanto il periodo riproduttivo delle gatte dura approssimativamente da marzo a novembre.

Anche i maschi interi corrono parecchi rischi. Durante il loro vagabondaggio alla ricerca e alla conquista delle femmine, oltre a mettere a repentaglio la loro stessa vita per tutto quanto già indicato sopra, spesso si scontrano con altri gatti. A causa di queste lotte rischiano di ferirsi, con morsi e graffi, e di contrarre malattie, come ad esempio la FIV (AIDS felina) o la FeLV (leucemia felina), che possono essere trasmesse da altri gatti infetti, sia per via sessuale che per contatto con i liquidi corporei (ad esempio: saliva e sangue).

4. Le gatte gravide randagie, nella maggior parte dei casi, non vengono seguite e/o curate in caso di necessità. A volte si ammalano o stanno male, con la conseguenza che anche i cuccioli nascono malati o addirittura morti. In alcuni casi, una volta avvenuto il parto, la mamma gatta non riesce a sopravvivere. Nei gattili non ci sono solo gatti adulti o anziani, ma anche cuccioli trovatelli, alcune volte appena nati e ancora da svezzare. Lo svezzamento dei cuccioli va poi seguito e, una volta svezzati, bisogna trovare loro una casa che li accolga e una famiglia che li ami, ma non sempre si riesce.

5. La contraccezione farmacologica, ovvero l’interruzione del calore della gatta attraverso l’iniezione di progestinici, non è una valida alternativa. La contraccezione chimica, purtroppo, fa aumentare notevolmente i rischi di insorgenza di tumori mammari e di infezioni dell’utero.

6. La sterilizzazione/castrazione diminuisce la marcatura urinaria, ovvero quel comportamento che hanno i gatti maschi interi di spruzzare di urina l’ambiente che li circonda per delimitare il proprio territorio; inoltre, si stempera l’odore pungente ed indelebile dell’urina, che spesso rende difficile e problematica la convivenza nei nostri appartamenti.

Ci auguriamo che possiate accogliere quanto sin qui esposto e che lo viviate come una occasione per riflettere su questo argomento in modo più consapevole.

Grazie per l’attenzione.

Il Rifugio del Micio di Vigevano

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